top of page

Premi sportivi: torna l’esenzione fino a 300 euro (ma solo per il 2026)

  • 30 mar
  • Tempo di lettura: 3 min

Con il decreto-legge n. 38 del 27 marzo 2026, già pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il legislatore interviene nuovamente sul tema dei premi sportivi nel dilettantismo, reintroducendo – seppur temporaneamente – una soglia di esenzione dalla ritenuta alla fonte.


Si tratta di una modifica che, pur nella sua apparente semplicità, ha un impatto operativo immediato per ASD e SSD. L’intervento è contenuto nell’art. 9 del decreto-legge n. 38/2026, che dispone:

“Sulle somme di cui all’articolo 36, comma 6-quater, del decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 36, versate agli atleti partecipanti a manifestazioni sportive dilettantistiche dalla data di entrata in vigore del presente decreto fino al 31 dicembre 2026, non si applicano le ritenute alla fonte previste dall’articolo 30, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, se l’ammontare complessivo delle somme attribuite nel suddetto periodo dal sostituto d’imposta al medesimo soggetto non supera l’importo di 300 euro; se l’ammontare è superiore a tale importo, le somme sono assoggettate interamente alla ritenuta alla fonte".


La norma, dunque, si applica dalla data di entrata in vigore del decreto (28 marzo 2026) fino al 31 dicembre 2026. La novità principale è la (re)introduzione di una franchigia di 300 euro per i premi erogati agli atleti dilettanti. Pertanto:


Fino al 27 marzo 2026

  • si applica il regime ordinario;

  • ritenuta del 20% su qualsiasi importo, senza soglie di esenzione.


Dal 28 marzo al 31 dicembre 2026

  • nessuna ritenuta se i premi complessivi erogati allo stesso atleta non superano 300 euro;

  • se il limite viene superato: la ritenuta del 20% si applica sull’intero importo, non solo sulla parte eccedente.


Dal 2027 (salvo proroghe)

si tornerà, allo stato attuale, al regime ordinario con ritenuta sempre dovuta, senza franchigia.


La gestione fiscale dei premi sportivi è ormai una vera e propria “storia infinita” normativa. Ecco un breve riepilogo:

  • 2024 → introduzione dell’esenzione fino a 300 euro (con il decreto milleproroghe);

  • 2025 → ritorno alla tassazione piena;

  • D. Lgs. 33/2025 → tentativo di reintroduzione “a regime” (mai realmente operativo);

  • D. Lgs. 192/2025 → abrogazione dell’esenzione;

  • D. L. 38/2026 → nuova reintroduzione, ma solo temporanea.


Il risultato è un sistema che cambia continuamente e che rende difficile per le società sportive operare in modo lineare e sicuro. Uno degli aspetti più critici riguarda, peraltro, l’ambito soggettivo e oggettivo della norma. La disposizione fa riferimento alle somme versate agli atleti, partecipanti a manifestazioni sportive dilettantistiche. Quindi i tecnici parrebbero al momento esclusi, con conseguente applicazione - per loro - della ritenuta anche per importi modesti. Si auspica, sul punto, una modifica in sede di conversione in legge del decreto.


Inoltre, si precisa che il limite dei 300 euro è riferito al singolo percipiente e riguarda i compensi corrisposti dal medesimo sostituto d’imposta nel periodo di riferimento (28 marzo - 31 dicembre 2026). Questo significa che la società sportiva deve monitorare tutti i premi erogati allo stesso atleta ed evitare di trattare ogni singolo pagamento in modo isolato. Superata la soglia, infatti, si tassa tutto.


Ecco un esempio pratico:

  • premi erogati: 250 euro → nessuna ritenuta;

  • premi erogati: 350 euro → ritenuta del 20% su tutti i 350 euro.


Questo comporta un rischio concreto: se la società non monitora correttamente i pagamenti progressivi, può omettere la ritenuta e trovarsi poi esposta come sostituto d’imposta. La novella comporta senz'altro difficoltà operative per i club, costretti ad adattarsi a regimi diversi nello stesso anno. Dal punto di vista pratico, i sodalizi dovrebbero:

  • verificare la data di erogazione dei premi;

  • distinguere chiaramente tra:

    • premi erogati fino al 27 marzo 2026;

    • premi erogati dal 28 marzo in avanti;

  • monitorare il cumulo per atleta;

  • aggiornare, se necessario, le procedure amministrative interne.


Questa modifica normativa è un buon promemoria di un tema più ampio: la gestione fiscale delle somme erogate agli sportivi dilettanti è sempre più complessa e richiede attenzione sistematica. Errori su ritenute, soglie o qualificazioni possono comportare responsabilità fiscali, amministrative e, in alcuni casi, anche sportive.


La reintroduzione della soglia di esenzione fino a 300 euro rappresenta, a parere di chi scrive, una semplificazione solo apparente. In realtà, impone alle ASD e SSD un monitoraggio ancora più attento, soprattutto per evitare errori nel superamento della soglia. Come spesso accade nel settore del diritto sportivo, il vero tema non è la norma in sé, ma la sua corretta applicazione operativa.


Margini Sports Law

Consulenza giuridico-sportiva per società e operatori dello sport



👉 Scopri i servizi CHECK-UP, LEGAL ADVICE, MY SAFEGUARDING e SETUP


👉 Dai un'occhiata ai PRODOTTI DIGITALI


👉 Seguimi su INSTAGRAM , FACEBOOK , TELEGRAM , YOUTUBE e LINKEDIN


👉 Vai al BLOG con tutti i contenuti


✍ Leggi QUI le recensioni sulla mia attività



 
 
 

Commenti


Parma (PR), Borgo Ronchini n. 9

© 2025 by Hunter & Thompson. Proudly created with Wix.com

Il presente sito è stato redatto nel rispetto

del codice deontologico forense

bottom of page