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Riordino dell’Unione Italiana Tiro a Segno: una riforma storica (e delicata) per tutto il settore

  • 29 giu
  • Tempo di lettura: 7 min

Tra le disposizioni contenute nel Decreto Legge 26 giugno 2026, n. 108 (LEGGI QUI), una delle più significative – e probabilmente più impattanti sul piano ordinamentale – è senza dubbio l’art. 8, dedicato al riordino dell’Unione Italiana Tiro a Segno (UITS).


Si tratta di una riforma che può essere definita, senza eccessi, storica per il settore.


Non solo per la profondità delle modifiche introdotte, ma soprattutto perché interviene su un ente che da sempre vive in equilibrio tra natura pubblicistica, funzione addestrativa e dimensione sportiva.


Affronto questo tema non soltanto per il suo evidente interesse giuridico, ma anche perché seguo professionalmente il settore in qualità di consulente legale di una Sezione territoriale del Tiro a Segno Nazionale, e conosco quindi molto bene le implicazioni pratiche che una riforma di questo tipo può avere sull’operatività quotidiana delle strutture territoriali.


Va però subito precisato un aspetto fondamentale: il Decreto Legge è già in vigore, ma dovrà essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni, e in quella sede potranno essere introdotte modifiche, integrazioni o correttivi.


L’impianto attuale, dunque, non è ancora definitivo.


Vediamo, nel dettaglio, cosa cambia.


Il principio-cardine: la separazione tra funzione istituzionale e funzione sportiva

La prima grande novità è contenuta già nel comma 1 dell'art. 8.

Il legislatore chiarisce espressamente che l’obiettivo del riordino è separare le funzioni istituzionali, le responsabilità, la gestione e la contabilità. Il tutto mantenendo però l’unità soggettiva dell’ente.

Questo è il cuore della riforma.

Fino ad oggi UITS ha sempre operato come ente unico, con funzioni ibride:

  • addestramento e rilascio certificazioni;

  • gestione dei poligoni;

  • attività federale sportiva;

  • organizzazione agonistica.


Con il nuovo modello, queste aree vengono formalmente distinte. È una sorta di rivoluzione.


Nasce l’“Istituzione sportiva”: il nuovo braccio sportivo di UITS

Uno dei punti più innovativi è la creazione dell’Istituzione sportiva, organismo strumentale interno all’UITS ma dotato di autonomia patrimoniale, gestionale e operativa.

Sarà questa struttura ad occuparsi dell’attività sportiva vera e propria:

  • organizzazione competizioni;

  • promozione discipline;

  • preparazione atleti;

  • rapporti con CONI, CIP e federazioni internazionali.

Per l’attività sportiva l’Istituzione opererà secondo norme di diritto privato. Questa previsione, che da un lato potrebbe cambiare radicalmente molte dinamiche, soprattutto in materia di contratti, responsabilità, contenzioso e tesseramento, dall'altro appare in linea con quello che accade attualmente con riferimento alle Sezioni territoriali, che operano come "ordinarie" ASD.

La domanda che sorge spontanea è quanto sarà realmente autonoma questa struttura? Il decreto parla di autonomia, ma al tempo stesso mantiene forti collegamenti contabili e organizzativi con UITS.

Il rischio è una separazione solo formale.


La nuova architettura dei soggetti del sistema

La riforma individua espressamente cinque soggetti:

  1. UITS;

  2. Istituzione sportiva;

  3. Sezioni TSN;

  4. Enti o organismi federati;

  5. Organismi sportivi affiliati.

Questa tipizzazione ha una portata importante, perchè finalmente viene data una mappa normativa chiara del sistema. Tuttavia, bisognerà capire il reale peso giuridico e operativo delle Sezioni, che rischiano di trovarsi “schiacciate” tra centro istituzionale e centro sportivo.


Il nuovo Consiglio Generale

Il nuovo Consiglio Generale diventa il principale organo di amministrazione dell’ente e sarà composto da:

  • Presidente nazionale;

  • Rappresentante del Ministero della Difesa;

  • Rappresentante dell’Autorità politica per lo sport;

  • Rappresentante degli Ispettori;

  • Rappresentanti degli organismi federati.

Sotto questo aspetto emerge con forza la componente pubblicistica. La governance, peraltro, appare fortemente centralizzata. Le Sezioni territoriali, che rappresentano la vera struttura operativa del sistema, sembrano acquisire un ruolo mediato e non diretto.


Il Collegio dei Revisori: rafforzamento dei controlli

Il Collegio viene riconfigurato e avrà controllo anche sull’Istituzione sportiva. L'organo avrà una composizione mista:

  • MEF;

  • Autorità politica sportiva;

  • CONI.

Il segnale che il legislatore ha voluto dare appare evidente: più vigilanza, più controllo e meno autonomia incontrollata. Sul piano della compliance è una svolta importante.


Il Comitato tecnico di vigilanza

Si tratta di un nuovo organo di controllo diviso in due sezioni:

  1. La Sezione tecnica che controlla infrastrutture, impianti, campi di tiro e agibilità.

  2. La Sezione amministrativa-contabile che controlla bilanci, patrimonio e gestione.

Questa è forse una delle novità più importanti per le Sezioni. Aumenteranno verosimilmente verifiche, standard tecnici, obblighi documentali e responsabilità gestionali.


L’Assemblea sportiva nazionale

Viene istituito un organo assembleare sportivo composto da ASD e SSD affiliate, atleti, tecnici e gruppi sportivi militari. Questo organo eleggerà il Consiglio sportivo. Qui si nota un chiaro tentativo di avvicinare il modello UITS ai principi CONI. È sicuramente una scelta di modernizzazione.


Il Consiglio sportivo

È il vero centro politico della futura attività sportiva e sarà composto da:

  • Presidente sportivo;

  • Rappresentanti atleti;

  • Rappresentanti tecnici;

  • Rappresentanti ASD/SSD.

Viene specificato che la decadenza degli organi istituzionali non comporta quella del Consiglio sportivo e viceversa. Questa separazione rafforza senza dubbio l’autonomia sportiva, creando maggiore stabilità nel settore agonistico.


La figura dell’Ispettore UITS

Il decreto rafforza e formalizza la figura dell’Ispettore, valorizzando il ruolo nella organizzazione addestrativa, nella gestione operativa e nella vigilanza territoriale. Si tratta di un ruolo di rilievo, anche se resta da capire quanto sarà concretamente incisivo rispetto al nuovo Comitato tecnico.


Le Sezioni territoriali: conferme, ma anche nuove subordinazioni. Beni patrimoniali

Le Sezioni restano centrali, mantenendo il riconoscimento UITS, la funzione territoriale e la gestione operativa. Ma il decreto rafforza nettamente i poteri centrali di direzione, coordinamento e vigilanza. Ciò potrebbe tradursi in minore autonomia gestionale, maggiore esposizione a controlli e necessità di maggiore professionalizzazione amministrativa.


Le Sezioni vengono espressamente qualificate come soggetti di diritto privato e iscritte nel Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche, mantenendo una duplice funzione:

  • attività istituzionale di addestramento obbligatorio;

  • attività sportiva e promozionale.

Tuttavia, la riforma accentra in modo molto forte i poteri in capo all’UITS centrale. E qui emergono criticità concrete. La prima riguarda la perdita della disponibilità autonoma dei poligoni.


I beni demaniali e patrimoniali oggi utilizzati dalle Sezioni passano formalmente in concessione gratuita all’UITS centrale, che ne assume la gestione complessiva, il controllo tecnico, l’ammodernamento e il rilascio delle agibilità.


Questo significa che la Sezione non è più il centro proprietario-funzionale del proprio impianto, ma ne diventa sostanzialmente un gestore delegato.

Il problema è aggravato dal fatto che UITS potrà affidare gestione e utilizzazione anche a soggetti terzi attraverso procedure ad evidenza pubblica. Tradotto: una Sezione potrebbe teoricamente perdere la gestione storica del proprio poligono.

È una possibilità che, fino ad oggi, sarebbe stata impensabile.


L’apertura ai privati: fine del monopolio storico?

Un altro punto destinato a cambiare profondamente il settore è l’apertura, per certi versi senza precedenti, verso soggetti privati.

La riforma introduce infatti due nuove categorie:

  • Enti o organismi federati, riconosciuti per svolgere attività addestrative e certificative;

  • Organismi sportivi affiliati, ammessi per fini sportivi.

Questo significa che, per la prima volta, le attività tradizionalmente “riservate” alle Sezioni TSN – come i corsi di maneggio armi e il rilascio delle certificazioni – possono essere svolte anche da soggetti esterni, purché riconosciuti da UITS.

È un passaggio storico: per decenni il sistema ha funzionato su un modello quasi monopolistico territoriale. Con questa riforma, invece, si apre un vero mercato. Le conseguenze potrebbero essere enormi:

  • concorrenza economica diretta;

  • frammentazione dell’offerta;

  • riduzione dei ricavi istituzionali delle Sezioni;

  • possibile abbassamento del radicamento territoriale.

Sul piano giuridico è una liberalizzazione. Sul piano pratico è una rivoluzione.


Il nodo economico: il rischio di una crisi di sostenibilità per molte Sezioni

Uno degli aspetti meno visibili ma più critici riguarda la redistribuzione delle entrate.

Il nuovo sistema prevede che:

  • la quota annua obbligatoria di iscrizione istituzionale (25 euro) venga interamente centralizzata in UITS;

  • il 25% dei proventi dei corsi regolamentari venga trattenuto a livello centrale.

Alle Sezioni restano il 75% dei corsi, le entrate sportive e le attività accessorie.


Tuttavia, per moltissime Sezioni, soprattutto medio-piccole, la sostenibilità economica si regge proprio sull’attività istituzionale. L’attività sportiva, da sola, raramente è sufficiente a garantire equilibrio finanziario. Se a questo si aggiunge la futura concorrenza degli enti federati privati, il rischio concreto è che alcune Sezioni potrebbero trovarsi in seria difficoltà economica nel giro di pochi anni.


Fondo interno per poligoni e impianti

Il decreto introduce un fondo interno per costruzione, manutenzione ed efficientamento degli impianti. Resta però il nodo delle risorse: senza finanziamenti adeguati il rischio è creare un contenitore vuoto.


Giustizia sportiva interna

Il decreto attribuisce all’Istituzione sportiva la disciplina degli organi di giustizia. Dal mio punto di vista si tratta di un passaggio coerente con la separazione sportiva. Sotto questo aspetto servirà una profonda revisione regolamentare.


Adeguamento amministrativo in 30 giorni: termine realistico?

Un’altra previsione che lascia perplessi è quella relativa ai tempi di adeguamento.

Le Sezioni dovranno adeguare la propria organizzazione amministrativa e contabile entro trenta giorni dall’adozione del regolamento centrale. Il termine appare estremamente ristretto, soprattutto se si considera che molte Sezioni operano con strutture ridotte, si reggono su volontariato e non dispongono di apparati amministrativi professionali.

La nuova separazione contabile tra area istituzionale e area sportiva richiederà presumibilmente nuovi modelli organizzativi, revisione delle modalità di predisposizione dei bilanci, nuovi software gestionali e consulenza specialistica.

Immaginare tutto questo in trenta giorni appare oggettivamente problematico.


Considerazioni finali

L’art. 8 del D. L. 108/2026 rappresenta una riforma epocale. L’obiettivo dichiarato è chiaro: rendere UITS più moderna, più chiara nelle competenze e più efficiente. Ma ogni grande riforma porta con sé anche zone grigie. Le questioni aperte sono molte e riguardano aspetti fondamentali come:

  • reale autonomia dell’Istituzione sportiva;

  • equilibrio tra centro e territorio;

  • gestione patrimoniale;

  • riparto di competenze;

  • rischio di sovrapposizioni.

Molto dipenderà, oltre che dalla conversione in legge parlamentare, dal nuovo statuto UITS e dai regolamenti attuativi.


Solo allora si capirà se questa riforma sarà davvero un salto di qualità oppure solo una complessa redistribuzione di poteri.


Per chi opera nel settore – Sezioni, dirigenti, tecnici, atleti e consulenti – questo è il momento di studiare, comprendere e prepararsi. Perché, in ogni caso, il cambiamento è già iniziato.


Se fai parte di una Sezione del Tiro a Segno Nazionale, ne sei socio oppure ricopri un ruolo nel Consiglio Direttivo, questo è il momento di comprendere davvero cosa sta cambiando.


La riforma introdotta dall’art. 8 del D. L. 108/2026 apre una fase di profondo riassetto organizzativo, patrimoniale, contabile e operativo che richiederà attenzione, competenze e capacità di adattamento: dall’adeguamento statutario e regolamentare alla gestione dei rapporti con UITS, fino alla tutela degli equilibri economici e dell’autonomia della Sezione, i prossimi mesi saranno decisivi.


Seguendo già da vicino il settore in qualità di consulente legale di una Sezione territoriale del Tiro a Segno Nazionale e conoscendo le criticità concrete che questa riforma può generare, se la tua Sezione ha bisogno di supporto, approfondimenti o assistenza in questa delicata fase di transizione, puoi contattarmi QUI.


Affrontare per tempo il cambiamento significa tutelare il presente e costruire il futuro della propria Sezione.


Margini Sports Law

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